Quali sono le cifre dell’assicurazione sulla vita ?
L’assicurazione sulla vita è ordinaria ed eccezionale, eccezionale, perché è il veicolo di investimento preferito dai francesi. Un vero successo con 1.785 miliardi di euro di stock. Possiamo confrontarlo con lo stock esistente in materia di libro A, che conta 444 miliardi di euro in libretti A.
È allo stesso tempo un successo, ma anche un po’ una difficoltà nel 2020. Poiché vi è una diminuzione della raccolta. Questa diminuzione rappresenta 7 miliardi e mezzo in meno rispetto ai numeri di fine novembre 2020, della fédération française des assureurs.
Si sa che c’è un surplus di risparmio. Perché nello stesso periodo ci sono più di 100 miliardi di euro di risparmio dei francesi.
Perché si dice che l’assicurazione sulla vita è essenziale nella gestione patrimoniale ?
È stata inizialmente fondata sui fondi euro. Ma i fondi euro devono affrontare 2 vincoli principali:
- prima di tutto una diminuzione del tasso di rendimento del sottostante del fondo euro. Cos’è il fondo euro? Storicamente sono obbligazioni francesi la cui redditività è nota per essere in calo da oltre 35 anni. Da oltre 6 anni ormai con una redditività inferiore all’1%, quindi un calo della redditività. L’effetto meccanico del Mark-To-model del fondo euro dà rendimenti certamente positivi, ma che sono in declino
- poi un secondo punto che colpisce i fondi euro è la regolamentazione. In particolare con la regolamentazione europea Solvency II, applicata dal 2016. Ci rendiamo conto che oggi gli assicuratori hanno sempre più bisogno di capitale proprio per allocare obbligazioni nel loro portafoglio.
Quali sono le nuove caratteristiche dell’assicurazione sulla vita ?
Il principio di base dell’assicurazione sulla vita è la disponibilità dell’epargne. Questa disponibilità si traduce nel fatto che non ci siano :
- più spese di ingresso,
- più spese di uscita
- e il 100% del capitale è disponibile prima degli 8 anni.
Sempre si sente dire che il capitale non è disponibile prima degli 8 anni del contratto, ma è falso.
Il contratto di assicurazione sulla vita offre anche una fiscalità molto gradevole, non sul tasso, ma sulla base imponibile.
Ad esempio, se un assicurato affida 100€ alla sua compagnia e che il contratto ha un rendimento del 20%. L’assicurato ha quindi un contratto con un valore di 120€ e decide di ritirare il 10% del contratto, cioè 12€.
Esiste una forma di calcolo definita nell’articolo 125-0 A del codice generale delle imposte, secondo il quale solo nel caso di un ritiro di 12€ (cioè il 10% del contratto), ci sarà solo 1,2 di base imponibile. Questo è stato rafforzato dalla riforma Macron (la legge di bilancio per il 2018), che stabilisce un’aliquota universale (flat tax).
Nella legge Pacte si trova il 12,8% di imposta sul reddito, il 17,2% di prelievi sociali e il 30% di imposta indipendentemente dalla durata del contratto, con un piccolo vantaggio dell’ulteriore detrazione di 9.200€ dopo 8 anni.
Abbiamo ripristinato ciò che era a norma, non si sceglie l’assicurazione sulla vita perché c’è un regime fiscale favorevole, i 30% si applicano già dal giorno successivo al versamento nel contratto, mentre prima si stabiliva al 52%, quindi una diminuzione fenomenale.
Questi vantaggi sono rafforzati dalla legge Pacte, che mira ad attirare il risparmio verso l’economia reale.
Perché l’assicurazione sulla vita può favorire l’economia reale, quindi le imprese ?
Perché si può rendere eleggibile al contratto anche un veicolo di investimento nuovo, un nuovo supporto di investimento.
La legge Macron del 2015 aveva dato la possibilità di rendere eleggibili al contratto titoli di private equity, quindi titoli FCPA (fondi comuni di investimento a rischio), FPCI (fondi professionali di investimento capitale).
Abbiamo rafforzato questa misura dando con la legge Pacte di maggio 2019 la possibilità di rendere eleggibili al contratto di private equity tramite FCPA e FPCI fino a 100.000€ di 10% di risparmio e oltre i 100.000€ al 50% del risparmio.
L’assicuratore garantisce la liquidità in caso di decesso, altri vantaggi supplementari rispetto all’investimento diretto in private equity, quindi è un punto importante.
Spiegazione sul trasferimento parziale
L’altro bonus è la possibilità di trasferire parzialmente la propria assicurazione sulla vita. La trasferibilità parziale è possibile all’interno della compagnia di assicurazioni.
Ad esempio, un assicurato possiede un vecchio contratto che si basa esclusivamente su fondi euro, ormai considerati superati. L’assicurazione sulla vita ci offre questa flessibilità, possiamo trasferire, migliorare il nostro contratto senza mettere in discussione l’impronta fiscale del contratto. Ciò permette di evitare un ritiro totale, quindi di mettere fine al contratto, e di evitare una tassazione e la registrazione di un nuovo prodotto all’interno di un nuovo contratto che potrebbe consentire l’accesso a unità di conto.
La legge Pacte non impone una soglia minima di investimento in UC. È necessario almeno superare il 50% in unità di conto.
È necessario modificare tutti i contratti in contratti esclusivamente in unità di conto ?
È importante mantenere l’orientamento generale dell’assicurazione sulla vita, non bisogna abbandonare l’idea che ci siano nuove pratiche.
In passato era più facile proporre assicurazioni sulla vita investite su fondi garantiti, poiché offrivano performance garantite e non era nemmeno necessario un consiglio.
Oggi c’è bisogno di consulenza e il consulente in gestione patrimoniale è un motore fondamentale per accompagnare questa trasformazione nella gestione dell’epargne dei francesi.
Ora si ritrova questo principio di base nella DDA (la direttiva sulla distribuzione assicurativa), che è in vigore dal ottobre 2018.
Essa definisce:
– lo scopo di gestione,
– l’appetito al rischio
Esaminiamo l’adeguatezza tra l’orizzonte di gestione, l’appetito al rischio, e:
- il rinvio e il consiglio
- segue e modifica all’interno del contratto le diverse unità di conto, affinché possa adattarsi in qualsiasi momento alla situazione e alla volontà dell’investitore.
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